cosa sono non so...ma so chi non sarò mai...
lunedì, 18 maggio 2009
uomini che odiano...
Stieg Larsson, pace all’anima sua, ha scritto un libro che si intitola “uomini che odiano le donne” e credo che veramente in pochi non ne abbiano sentito parlare.stieg-larsson-uomini-che-odiano-le-donne
Io questo libro non l’ho letto, o almeno, non ancora. E’ troppo sulla cresta dell’onda. Tutti ne parlano, tutti l’hanno letto o lo stanno leggendo. Se non hai almeno tutti e 3 i volumi della trilogia nella tua libreria o sul comodino non sei veramente nessuno e io ho scelto di non essere nessuno.
Poi, passato il clamore e qualche mese, lo leggerò: quando dedicarsi a tale lettura sarà una scelta vintage, quasi retrò: non più trendy e di moda.
Probabilmente mi piacerà moltissimo ma sicuramente negherò: troverò delle obiezioni da fare sullo stile, avanzerò delle perplessità sulla storia e farò notare i miei dubbi sull’autore.
In ogni caso non volevo parlare di questo libro: mi serviva soltanto il titolo come pretesto per dire che se fossi stato io l’autore di quel libro non lo avrei chiamato “uomini che odiano le donne” ma piuttosto “uomini che odiano pure le donne” oppure "uomini che odiano” … e basta!

Perché è così…io odio.

Senza troppa forza, in fondo con poca determinazione, non mi  agguerrisco troppo ma sono infastidito almeno dal 99,9% della gente che mi circonda.


Odio chi parla troppo forte al telefono..
Odio chi và in giro pensando che stà su una passerella e ha un riflettore puntato addosso..
Odio chi parla in dialetto..
odio chi pensa di avere ragione...
Odio chi mi fa perdere tempo
Odio chi pensa che la carriera sia tutto e senza saperlo si perde pezzi della sua vita per strada..
Odio l’ignoranza, l’intolleranza e la superficialità…
Odio chi non ascolta...chi non mi ascolta..chi non mi lascia ascoltare..
odio chi è sempre giù di morale come chi è troppo sù di morale..
Odio chi non propone.. e chi è troppo propositivo
odio chi dimentica e chi non sà dimenticare..
odio chi non si adatta, chi non è adatto e chi non si sà adattare..
odio chi non stà al suo posto per i propri meriti..
Odio chi non ha idee..come chi pensa di averne
Odio chi non perdona..
Odio chi non si mette in discussione..
odio chi è scontato, banale e superficiale come chi fà l'alternativo a tutti i costi..
odio chi cambia idea come chi non la cambia..
Odio chi non comprende…
Odio chi non capisce…
Odio chi è troppo ambizioso..
Odio chi si veste male credendo di essersi vestito bene…
Odio chi non è opportuno…
Odio chi non si mette in discussione...chi rimane arroccato nelle sue certezze.

e tu chi odi?

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 22:51 | link | commenti (19) | per la categoria
lunedì, 09 marzo 2009

famiglia1E un bel giorno ti accorgi che effettivamente le cose cambiano e che non solo mutano: si ribaltano proprio.
Sei sempre stato il più piccolo di casa, ab
ituato a chiedere a aiuto e raramente a darlo. Non per cattiveria, non per mancanza di attitudine ma per il ruolo che madre natura ti ha dato all'interno della tua famiglia.
Mia mamma, come tutte, è sempre stata lì pronta per asciugare le mie lacrime e ricoprirmi con le sue premure.
Mio padre e mie nonna sempre pronti a viziarmi e i miei fratelli presenti per aiutarmi a capirei le cose che io non comprendevo.
Poi, arriva un giorno, che sono loro ad aver bisogno di te e tu non la sai mica se sei pronto e se sei grande abbastanza per farlo.
Vorresti essere all'altezza della prova ma spesso ti assale la paura di non farcela.
arriva il momento in cui è tua madre ad avere bisogno del tuo sostegno perchè tuo padre deve fare un intervento delicato: è lei che ha bisogno di essere rassicurata e tranquilizzata e devi accantonare le tue paure e i tuoi timori per darle la forza. devi dirgli che sarà una passeggiata. tu che svieni alla vista del sangue e che l'ospedale non lo puoi vedere nemmeno per foto.
...Arriva il giorno in cui è tuo fratello che ti chiede aiuto perchè lui con il computer non ci capisce molto. è in crisi con la tesi e lo devi aiutarlo a impaginarla...
Tua sorella poi, la vorresti stringere a te per trasmetterle tutta la forza di cui  ha bisogno in questo momento. la vedi là con quell'enorme pancione all'ottavo mese di gravidanza che ormai gli rende difficile fare anche le cose più semplici.
...Poi ti ritrovi con tua nonna sottobraccio per sostenere il suo passo ormai incerto a causa delll'età: proprio lei che ti teneva per mano accompagnandoti a scuola e che non ti faceva nemmeno attraversare la strada da solo.

Cerchi la forza per gestire tutto questo. forse la trovi.. forse.. e se non la trovi, te la inventi.

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 23:47 | link | commenti (21) | per la categoria
lunedì, 16 febbraio 2009
pregiudizi sanremesi parte seconda
DOLCENERA_bigdolcenera: "il mio amore unico". chissà che ha combinato questa volta "la rana dalla bocca larga" come la chiama una mia cara amica. A giudicare dal titolo, non si è spremuta le meningi alla ricerca di un titolo complicato e ricercato. Io già me la vedo con il ghigno malefico che suona al pianoforte e poi nel momento clou si alza in piedi per cantar il ritornello..

nicky
nicolaiuff1_5 nicolai e stefano di battista: "più sole". A volte gli accenti sono importanti e in questo caso lo sono ancora di più soprattutto se si è romani di roma. questa O di sole sarà aperta o chiusa. perchè trasforma una stella, il sole in delle fregature: sòle. Forse la dovremmo prendere come una dichiarazione di onestà più sòle, più fregature..e forse questi due ce ne stanno rifilando proprio un'altra. ormai del jazz sofisticato e di nicchia non rimane più nulla.. Patty-Pravo1208

patty pravo: "...e io verrò un giorno là" ok...con la pravo so
no di parte...ma volete mettere? la classe non è è mica acqua del rubinetto...già dal titolo si evince la ricercatezza del'artista., la sofisticatezza e lo stile. ma ve la immaginate la strambelli con la sua eVVe moscia e le sue movenze sinuose che canta la strofa che dà il titolo della canzone. scenderà quelle scale (le scale ci stanno sempre altrimenti non è sanremo) eterea e distante. comn un vestito luccicante e lontana anni luce dal genere umano. poi, a ricordarci che è anche tra noi comunissimi umani attaccherà la sua gomma da masticare sul microfono.



poviapovia: "Luca era gay"
. beh, qua avrei quasi voglia di sospendere il giudizio. In fondo mamma mi ha sempre detto che non si deve parlare male della gente malata, della gente che soffre e di coloro che stanno male e lui rientra in tutte e tre le categorie. Giusto uno squilibrato, uno con dei problemi psichici potrebbe pensare di andare a sanremo con una canzone che porta avanti una tesi così strampalata e sconnessa. Ora caro povia, se tu non hai le palle di portare avanti le tue scelte e non hai il coraggio di ammettere a te stesso e agli altri quello che sei continua a essere una checca repressa. la comunità gay non ha proprio bisogno di te quindi sono proprio contento che
tu abbia avuto questa bella illuminazione sulla via di damasco che ti abbia trasformato di nuovo in un etero felice e realizzato. L'unica cose che tutti i gay si chiedono con serietà è questa: ma questo LUCA è lo stesso della canzone della carrà. No perchè questo sarebbe veramente importante. perchè staremmo parlando di un vero psicolabile. primo, questo luca lascia la carrà per un lui (cosa che non farebbe mai nemmeno un gay: chi lascerebbe mai una donna a cui puoi rubate quei vestiti dall'armadio????) e poi ora, dopo 30 anni, ci ripensa e luca torna ETERO e la canzone canta "luca era gay e ora sta con lei". a parte la rima da terza elementare l'arcana domanda è una sola: questa lei da cui Luca torna è la carrà?? non perchè se così fosse si spiegherebbero tante cose... Ultima cosa..una piccola riflessione sui tempi che viviamo. stavamo realmente più avanti 30 anni fà: la carrà cantava in modo spensierato di un ragazzo che si scopre gay mentre ora siamo alle prese con un cretino che cambia orientamento sessuale come fosse un vestito.
pupo
pupo, paolo belli e yossou'n dour: "L'opportunità" beh..l'unica cosa che mi viene da pensare è l'opportunità che avete tolto a qualche cantante decente di partecipare al festival. qualunque cosa sarebbe stata meglio di questa corte dei miracoli che creato voi 3. francesco renga: uomo senza età. il titolo mi fà temere il peggio. perchè se stai parlando di te vorrebbe dire che ti dovremmo sentire in eterno. che non ci salverà nemmeno il tempo, non possiamo sperare nel potere salvifico della vecchiaia o del pensionamento che tutti si meritano.

S
saldavinci01al da vinci: "non riesco a farti innamorare", prima di tutto due domande..chi cazzo sei? e secondo: ma come cazzo ti chiami? se sei tra i big tu posso esserci anche io. ma andiamo oltre. dalla foto sul sito mi sembri una mezza frocia...se poi più sotto leggo che uno dei tuoi singoli di maggior successo si chiama "sei divina" mi togli qualunque dubbio. se il prossimo singolo si chiamerà "sono favolosa" sarai la nuova icona gay al posto di paola e chiara.

tricarico01tricarico: "l'albero delle fragole". Lo scorso anno la tua canzone è stata una delle mie preferite quindi ti supporterei volentieri ma attento a non abusare della mia buona volontà perchè quest'aria stralunata da artista
incompreso, lontano dal clamore e dallo spettacolo potrebbe stancarmi...

ivazanicchi02

Iva zanicchi: "ti voglio senza amore".
iva??? ma che ti sei messa a bere? no perchè una frase così è la classica frase che potrebbe dire una donna alcolizzata e disperata dopo il dodicesimo martini. prima ti sei messa a scrivere un libro, (farina di castagne), poi un altro libro e poi diventi europarlamentare. Beh, non ti sembrano abbastanza come scherzi? no, tu sei una burlona e vai a sanremo con una canzone da femme fatale. Insomma amore mio..uno a te ti si può prendere per pena, compassione..addirittura potrei dire per amore..ma ora che ti menti a fare la porcona che vuole un rapporto mangia e fuggi, tutto sesso sfrenato...insomma..è veramente troppo anche perchè sarai in menopausa da almeno 20anni. quindi rientra in te e posa la bottiglia che sei patetica.
Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 22:58 | link | commenti (18) | per la categoria
martedì, 10 febbraio 2009
pregiuzi sanremesi I
a: "martedì prossimo andiamo a mangiare una pizza,vieni?"
disperso: "martedì della prossima settimana?
a: "si, il 17.."
disperso: ah no..non posso..c'è sanremo"
a: "dai, non fare lo scemo. stai scherzano?"
disperso: "no!"
a: ma mica dirai sul serio?
disperso "certo. se c'è san remo non esco"
a: "non ci credo!"
disperso "e non credercii! vedrai..."



Lo scorso anno sanremo era tutto fuorchè un festival della canzone italiana. Benchè quest'anno io non sia stato lobotomizzato cerco  di parlare comunque di una di quelle cose che fà di me..come un unghia, come lo stile e la classe. :-)

San remo è l'unico santo a cui sono profondamente devoto. Lo prego, lo invoco e accendo ceri per lui. faccio voti di castità di digiuno e di astinenza pur di vederlo. (che poi, a dirla tutta, san remo, nemmeno esiste!).

Veniamo a noi. Il fan di san remo conosce mesi prima chi parteciperà. Crede profondamente nelle voci di corridoio, nelle indiscrezioni e nella certezza che ci saranno i matia bazar.
quando esce la lista ufficiale è sempre deluso dalla mancanza di qualche artista ma si consola e si "gasa" nel trovare effettivamente uno dei 13343434356 nomi che ha sparato nei mesi precedenti.

Io, da fan di san remo, sò già tutto, chi vince e chi perde lo sò per innatismo, non è colpa mia ma per essere realmente infallibile mi avvalgo del pre-giudizio fondato sul titolo delle canzoni che vorrei condividere con voi in rigoroso ordine alfabetico.

afterhour: Il paese è reale. ecco un gruppo che mi sono sempre sfrorzato di f
afterhours1208armi piacere ma sempre con scarsi risultati. Ecco che vanno a sanremo contro qualunque aspettativa. Loro, spocchiosi, alternativi e assolutamente fuori da questi circuiti. ovviamente non possono portare "la solitudine" o "ti amo amore dolcissimo" ma si buttano sul sociale. si si..l'impegnato è di moda. parliamo di crisi, di problemi è di mal governo. più banali di nella pizza di quando si presentò con "grazie dei fior"

albano: "l'amore è sempre amore". ben detto albano e la penso proprio come te. prima di tutto percalbano01grahè ciò che hai detto risponde al banalissimo principio di identità A=A e secondo poi perchè ciò che dici è realmente vero. peccato che tu, mio caro re di cellino san marco, proprio prima del festival hai sparato a zero sui gay. hai detto che ti darebbe fastidio avere un figlio che non appartiene al suo sesso...che la natura gioca brutti scherzi..e che ti auspichi che vogliano "guarire da questa imperfezione.." e non bastando aggiunti "se proprio non ce la fà o non può guarire  (ovvero il cazzo deve piacergli davvero tanto!!!) che ci si può fare???" invita tutti gli anormale a vivere senza fare can can..di vivere il proprio amore in modo modesto e nascosto. in una dimensione privata. quindi badate bene. da ciò si evince che il vero titolo è: "l'amore è sempre amore, purchè sia eterosessuale". albano?? sono stato buono.potevo essere molto più cinico con te.

alexia e mariolavezzi: "biancaneve". cara alexia, ti sei buttata sull'autobiografi20080618-alexia9co?? perchè dall'alto del tuo metro e 10 centimetri giusto la regina dei sette nani puoi essere. e poi, cambiare colore di capelli non funziona. questi cambi di look li può fare solo anna oxa e te avojà a sbuccià patete e fare lezioni di aereobica.

MarcoCarta20
marco carta; "la forza mia". o signore. se c'è il televoto questo rischia di vincere. tutte le ragazzine di 15 anni di cui, haimè, non posso più fare parte per motivi anagrafici, lo voteranno.  sono sicuro che hai infarcito la tua canzone di parole come amore, cuore, sole, occhi, emozioni e baci. A me non mi freghi.... forse..
gemelli-diversigemelli diversi. "vivi per miracolo". E dal titolo di questa canzone si capiscono molto cose. che dio ha un arbitrio assai discutibile. Ma dico io, con tutta la gente che soffre, che muore, vai a sprecare un miracolo per salvare i gemello diversi????? ma dico io! ma perchè? chi li avrebbe pianti? chi se ne sarebbe accorto?? nessuno, ovvio.

fausto l
Fausto-Leali1208eali "una piccola parte di te". caro fausto, l'unica piccola parte che hai è quella tra le gambe quindi io non so di cosa stai parlando. dopo la fantastica idea di andare al festival di san remo con luisa corna hai perso quel briciolo di credibilità che qualcuno, non io, ti aveva dato. sono 25 anni che ti giochi tutto sulla voce da nero...ma appunto...i neri c'hanno grossa proprio quella "piccola" parte che citi nel tuo titolo.

marco masini: l'italia. "perchèèè lo faiiiiiiii??" citando una tua vecchia gloria. era necessMarcoMasini1208ario? hai vinto un festival è vero. ma ti ricordi che edizione era? era l'anno in cui TUTTI si rifiutarono di partecipare. fu un festival triste, sfigato e che addirittura io, vidi soltanto in parte (ed è tutto dire!!!). quell'anno fecero cantare anche la truccatrice della ventura, la nonna di sgarbi e la bidella della scuola della figlia di natalie caldonazzi.
e poi.. il titolo..l'italia. è come se l'avessi già sentita. testo e melodia. parlerai di un paese di merda, dove tutto va male, dove i politici rubano, gli immigrati scippano. e poi, la parolaccia di questa volta quale sarà? cazzo? merda? culo? coglione?

le altre 9 nella prossima puntata... ho saltato dolcenera..shit..

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 23:48 | link | commenti (13) | per la categoria
martedì, 03 febbraio 2009
la gestione del cambiamento
Questo non è un rientro in grande stile: ma l'annuncio di un prossimo ritorno in grande stile :-))
Questo
già la dice  lunga sulle mie intenzioni: sto cercando in modo volgarissimo e spicciolo di prendere tempo.300px-Fozzie.TheMuppetMovie-1
Vorrei tanto trovare più momenti per curare un pò di più questo mio blog e soprattutto vorrei avere modo di leggere anche tutti quelli altrui ma la mia vita è stata letteralmente rivoluzionata in tutto.
Credo di aver cambiato gran parte delle cose che riguardano la mia vita: tutte insieme e tutte all'improvviso. A volte rischio la confusione mentale e per un disperso questo è ancora più facile.
Ho fatto la tesi sulla gestione del cambiamento ma non credo che questo basti a rendermi capace di veicolarlo in modo corretto e adeguato.
Mi sembra sempre di rimanere indietro in qualche cosa e di non fare in tempo a realizzare tutto quello che ho promesso a me stesso, agli altri e al mondo (ok..ho esagerato..).
Cerco di carburare, di recupare e di entrare a regime ma poi, appena muta un elemento di questo complesso ingranaggio si deve iniziare tutto di nuovo e comincio nuovamente ad arrancare.

In ogni caso banco alle ciance, sono
qua per annunciare l'imminete nascita di 3 importantissime rubriche transitorie e disperse:

- Nelle puntate precedenti (riassunto in versione bignami degli ultimi mesi della mia vita)
- La ciociar
a (di più non posso dire e chi sà non rida...)
- LA (sup)posta del cuore (rubrica già presentata con massimo successo ma mai decollata veramente)

Quindi rimanete sintonizzati nei paraggi che i dispersi, forse, stanno trovando la strada per tornare a casa.
Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 23:19 | link | commenti (12) | per la categoria
domenica, 11 gennaio 2009
agenda duemilanove
Considerando che tra i buoni propositi del 2009 c’era quello di scrivere con costanza e assiduità sul mio blog direi che sono partito proprio con il piede sbagliato!
Si sà, quando un anno sta per finire si iniziano a fare i bilanci e fare delle belle promesse che in genere sono già andate a puttane il giorno dell’ebifania.

Uno dovrebbe capire che è il caso di rinunciare a questo rituale dei buoni propositi nel momento in cui si rende conto che sono sempre gli stessi! Il che vuol dire, in modo semplice e chiaro, che nel corso dell’anno precedente non li ha assolutamente perseguiti e raggiunti.
I miei punti immancabili sono questi:

-    fare più sport (anche se sarebbe sufficiente dire : fare sport)
-   avere un controllo più preciso e puntuale delle proprie entrate/uscite (soprattutto evitare che le uscite siano ogni mese più dell’entrate)
-    mettersi a dieta
-    leggere di più
-    sposare un miliardario (a no, questo no…)

In genere la disillusione si palesa dopo poco tempo: quando ti rendi conto che la d
ieta non dà nessuno risultato, che l’unica cosa che leggi è vanity fair e che l’unica attività fisica che hai fatto è stata il percorso frigo/tavola, il lancio del bouquet e il sollevamento delle buste dello shopping.
Quest’anno per non cadere nella depressione da obiettivo non centrato ed evitarmi inutili crolli dell’umore e crisi d’identità
non ho perso tempo nemmeno nella fase dell’elaborazione.
L’unico buon proposito è ottimizzare la gestione della mia esistenza attraverso una fantastica agendina!
Ovviamente non si tratta di un obiettivo del tutto inedito. C’ho già provato diverse volte ma ogni volta ho trovato dei fantastici alibi per giustificare il fallimento. Un anno l’agenda era troppo grande indi per cui era difficile da avere sempre con sé. L’anno dopo ho provato con il palmare ma ogni volta che si scaric
ava si cancellava tutto e la perdita dei dati mi provocava degli attacchi di ira degli dell’incredibile hulk.
Quest’anno no: bandite agende troppo grandi e bandita anche la tecnologia!
Voglio proprio vedere quanto duro!
Immag052
Ovviamente la sto già utilizzando nel modo più bizzarro possibile.  Prima di tutto non me ne separo mai: la sposto dalla valigetta del lavoro alla borsa, dallo zaino alla scrivania. Inoltre, per autoconvincermi che la userò  con costanza e assiduità, la stò riempendo di cose che ricordo benissimo già a mente: il mio complenno, il compleanno dei miei genitori, quello dei miei più cari amici ecc ecc.
In questi giorni poi sto toccando punte maniacali scrivendoci ogni minima cosa: telefona a m
amma, ricordati di andare a lavoro, fà la spesa, compra il latte, butta l’immondizia, fa i piatti ecc ecc…
A  fine giornata faccio la X (ICS) vicino le cose andate a buon fine e realmente fatte che in genere lo 0,2% di quello che c’è scritto.

Nonostante questo vedere quelle pagine tutte belle piene di cose da fare  mi dà una felicità e mi fa sentire un ragazzo così preciso ed organizzato che voi non potete neanche immaginare! :-))))
Ma nonostante questo la domanda cruciale e fatidica rimane sempre la stessa: quanto durerà?
Si accettano scommesse.
Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 20:18 | link | commenti (18) | per la categoria
venerdì, 12 dicembre 2008
chi non muore...muore di stenti
Premessa:  Non scrivo sul mio blog da un paio di mesi. Le spiegazioni potrebbero essere tante. Si potrebbe credere che in questo periodo non sia successo nulla di particolarmente rilevante, che la mia vita è in una fasi di stasi o che mi sono semplicemente rotto le scatole di scrivere qua sopra.
In realtà non è vera nessuna di queste ipotesi: sono così impegnato a vivere la mia vita che trovo poco tempo per scrivere di essa.
Avevo pensato a un post in grande stile con il riassunto delle puntate precedenti ma non saprei proprio da dove iniziare e soprattutto prima che ro riesca a riorganizzare tutte le idee rischia di passare un altro mese. Indi per cui al momento posto quello che capita poi passeremo alle comunicazione di servizio.

Ponte dell'immacolata: questi 3 giorni di ponte erano proprio un occasione ghiotta per staccare la spina ma grazie a mia nipote (e soprattutto alla sua febbre) il week end sulla neve si è trasformato in un week end dentro la casa in montagna.
Credo di essere uscito di casa per massimo 20 minuti in 3 giorni (giusto per scivolare sul ghiaccio) e l'unico percorso fatto è stato quello: sedia-divano-letto-poltrona A/R.

In ogni caso il ponte dell'immacolata stava passando in modo abbastanza innocuo ma mentre ero sull'autostrada la lettura dell'imminente uscita VALMONTONE ha creato una sorta di shock nel mio cervello.
Le mie sinapsi hanno costruito un semplice ragionamento che si può così riassumere:

Valmontone = outlet = negozi = shopping

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Il primo provvedimento che ho preso è stato: rallentare. Rallentare per riflettere...per pensare..."uscire o non uscire??"
Ho lottato con tutto me stesso di fronte a questo dubbio amletico e mi sentivo come sant'agostino con i bivi interiori.

Mi ero imposto di non abbandonare la retta via e di resistere alla tentezione ma i cartelli stradali non mi aiutavano anzi... leggere "prossima uscita valmontone a 3 km"... mi metteva una certa ansia. dovevo decidere in fretta.
All'orizzonte vedevo già la rampa con la freccia d'uscita e davanti a me l'ignoto. che fare?
OVVIAMENTE metto la freccia ed esco.
Beh..non l'avessi mai fatto..
Ho sfogato nello shopping compulsivo le sfrustrazioni di un week end passato dentro casa con i familiari!
La cosa più grave non è l'aver fatto acquisti...anzi, chi mi vuole bene e mi conosce sà che c'è da preoccuparsi seriamente quando torno a casa a mani vuote, ma quello che mi sono comprato!
Il primo negozio che ho aggredito è stato intimissimi. Dentro c'era una ressa apocalittica. per un istante ho pensato che regalassero la merce. Orde di casalinghe frustrate si avventavano su reggiseni e slip che sembrava essere al banco "tutto a 50 centesimi" di portaportese. Per paura di rimanere a mani vuote e che qualcuno mi sottraesse qualcosa di fondamentale ho fatto a gomitate per garantirmi un posto in prima fila.
Ho iniziato ad afferrare qualunque cosa avesse la mia taglia e ho smesso solo quando le mie braccia straripavano merce. Il bottino si compone di una serie di maglie a manica corta di qualunque colore! colori improbabili e immettibili: giallo canarino, viola, rosa, rosso fuoco.
(solo dopo esser arrivato a casa scopro che nella foga avevo preso per sbaglio una maglia di una taglia diversa dalla mia e due identiche...)

In un negozio di casalinghi mi sono comprato sei bicchierini da liquore...quelli vecchi e tristi in cui le vecchie offrono il limoncello o l'amaro o gli amici.
Sempre lì mi sono comprato una teiera: e siamo a quattro nell'ultimo mese. Praticamente nel salone di casa mia potrei aprire un'attività commerciale, una bella tisaneria/sala da tea.
Non sò cosa mi ha fermato dal comprare una mini friggitrice e un tostapane ma son sicuro che saranno miei quando andrò a cambiare le magliette doppie...
Alla bottega verde forse ho compiuto l'atto più irresponsabile e immorale della giornata! chi è che ci riesce a comprare qualcosa??? nemmeno io nei periodi d'oro ero riuscito ad acquistarci dei prodotto. Ma questa volta tutto sembra fondamentale per l'esistenza:
come si può vivere senza la crema-talco per i piedi??
...e lo scrub per viso all'albicocca??
beh...poi non avendomi fatto nulla di male nemmeno il resto del corpo ho dovuto prendere però quello per lui. Che facevo...tolgo le cellule morte dalla faccia e le lascio sul resto del corpo?????
NO..
 e il doccia gel alla cannella e altre spezie??

(e tanti altri prodotti che non posso dire onde evitare lo sdegno mediatico...)

mi stavo già avviando verso l’uscita con la mia carta di credito vuota e fumante per l’usura quando è passato un tizio con uno shopper targato “piquadro”.
A quel punto i miei neuroni completamente lobotomizzati al pensiero dell’immente povertà hanno elaborato un ragionamento strutturato che si può così riassumere: “se c’è uno con la busta della piquadro qua c’è un negozio della piquadro e io lo devo aver saltato”.
Non l’avessi mai fatto! Ma del resto la mia valigetta blu non si abbina con tutto e così in 2 minuti me ne son comprata una fashion-elegant di un colore talmente indefinito che sta bene con tutto…il fatto che fosse l’ultima non mi ha fatto per nulla pensare che fosse un pezzo riesumato dal magazzino ma mi ha fatto sentire terribilmente fortunato.
Me ne sono tornato a casa tutto felice con le mani piene di buste e con il terrore di non avere i soldi per la benzina…

Dopo tutto questo mi è venuto in mente un semplice pensiero: silvio, io non ti ho votato ne mai lo farò ma ti assicuro che io sono tra quelli che nonostante la crisi economica e gli stipendi da fame se ne vanno con il sorriso e quello che tu chiami ottimismo (idiozia? Incoscienza? ) a fare acquisti.
Ora andrò in galera per bancarotta fraudolenta, frode fiscale e sarò protestato ma vuoi mettere la soddisfazione di aver fatto felice il mio presidente????
Io credo che dovrei essere nominato cavaliere del lavoro o commendatore perché io l’economia la faccio girare fin troppo…

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 19:32 | link | commenti (19) | per la categoria
domenica, 02 novembre 2008
Dispersamente Vostro


Cavolo..lghr16076+ernie-with-rubber-duckie-from-sesame-street-mini-poster

è praticamente un mese che non scrivo su questo blog.
Rorse qualcuno di voi riesce a vivere  anche senza di me (ma come fate???) ma in ogni caso ci tengo a lanciare qualche breve segnale di vita!

In questi giorni sono stato così impegnato a vivere che non ho  avuto il tempo per raccontare la mia vita (credo di aver letto qualcosa di molto simile da qualche parte..    :-P )

Ci sono novità e sono grosse e importanti....

Questi giorni sono tutti una corsa: non mi fermo un attimo! Avrei da raccontare mille cose e spero di riuscirci presto; al momento vi dico solo che sto bene e che non vedo l'ora di tornare a scrivere su questo blog e leggere i vostri.

un abbraccio virtuale!

***principe disperso***


Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 18:55 | link | commenti (26) | per la categoria
martedì, 07 ottobre 2008
che cosa vuoi fare da grande?? Parte seconda


Devo dire che non sono proprio il mago dei post a puntate!
Ad aprile di quest'anno avevo scritto la prima parte
di questo post e il seguito non ha mai visto la luce fino ad ora. In ogni caso: .eccola qua..dopo solo sei mesi...( beh…io so come tenere i lettori sulle spine..)

Come dicevo,  tra i tanti mestieri che avrei voluto fare, c'è sicuramente questo : COLUI CHE RISPONDE ALLA POSTA DEL CUORE SUI GIORNALI!
Sarà che la vita non mi ha risparmiato nessun tipo di sofferenza: pene d'amore, abbandoni improvvisi, situazioni familiari assurde, complessi adolescenziali, turbe psichiche e sindromi varie, patologie rare, complessi multipli e personalità scissa.

Ciò mi ha permesso, oltre a diventare uno psicopatico, di diventare un tuttologo! Posso dispensare consigli su ogni argomento. Spazio dall'opportunità di mettere la cipolla nella carbonara (no, non è opportuno! non ci và) a consigliare una persona se è il caso di farla finita con la propria vita insulsa ed inutile (si, è il caso: falla finita e fallo per tutti noi).

Per un tempo ho anche fatto questo "lavoro". Giravo per forum vari dispensando consigli a chi soffriva d'aMMMore, questo perchè qualunque cosa si raccontasse a me era sicuramente già capitata e quindi potevo dire come si doveva reagire e quali erano tutti gli step che si dovevano affrontare prima  di rivedere la luce del sole.

Hai trovato il tuo lui o la tua lei a letto con il tuo gatto?

-          fase uno: picchia di botte lui o lei

-          avvelena il gatto con una confezione di crocchette corrette all’arsenico (insomma..se ci tradiscono pure gli amici a 4 zampe!!)

-          non buttare il gatto nel cassonetto ma fallo imbalsamare in modo che potrai usarlo come totem su cui riversare tutte le tue frustrazioni

-          piangerai: per un mese…due..

-          strapperai le foto di lui/lei..

-          inizierai a bere, fumare e dormire tutto il giorno

-          te ne farai una ragione..

-          troverai “uno più bello che problemi non haaaa” ( perché in effetti uno che va a letto col gatto qualche problemuccio ce lo aveva..)

Come ho già detto sempre qui le mie maestre di stile sono sussanna agnelli, natalia aspesi e l'immensa mina di vanity fair ma io son sicuro che farò di meglio e di più!

Nasce quindi oggi…una fantastica rubrica del mio blog:

La (SUP)POSTA del quore!!!

Per problemi di qualunque tipo scrivete a uffficialmentedisperso@fastwebnet.it e vi dispenserò i miei preziosi consigli frutto dell’esperienza di una vita vissuta in modo disperso e disperato.

supposta del cuore

(So già che non scriverà nessuno, quindi,posso darvi una dritta?? Il contenuto della mail ve lo potete anche inventare. Insomma, lavorate di fantasia...inventatevi i problemi e fatemi contento! Se anche questo non dovesse funzionare per ricevere un po’ di materiale di lavoro ho già pronto, da mesi, il piano B…

che scoprirete solo nella terza puntata..


Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 14:51 | link | commenti (32) | per la categoria
sabato, 20 settembre 2008
Il post che tutti stavano aspettando (da mesi)



Il diavolo veste Oviesse

Per dirla in termini giornalistici devo dire che non sono proprio un tipo che “sta sul pezzo”. Questo post l’avrei dovuto scrivere mesi fà. L’avevo già promesso a maggio (qua) ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto tempo e modo di scriverlo e proprio per questa ragione ora potrebbe risultare attuale come “sono una donna non sono una santa” di rosanna fratello o una canzone di Nilla Pizzi.  In ogni caso procediamo...

Qualche mese fa, non contento di essere sfruttato come un servo della gleba  da una multinazionale e di essere vittima dell’under burning dell’amministrazione pubblica, ho deciso di aggiungere un’altra attività alle mie frentiche giornate di laureatoincercadiunlavoroserio.

Perché io non sostituisco mai nulla. Al massimo aggiungo! Così, lavorando di pomeriggio da una parte e la sera da un’altra ho deciso che la mattina potevo tranquillamente accettare una fantastica offerta di stage presso una scuola che fa corsi di formazione.

 

La paga era inesistente (anche il termine rimborso spese non può essere utilizzato visto che a conti fatti ci rimetto)  ma l’occasione sembrava interessante visti i miei studi e l’ambito d’interesse:  ho deciso di rimboccarmi le maniche e tentare anche questa strada.

 

Avrei dovuto capire tutto il giorno della selezione. La direttrice mi dà appuntamento per conoscermi e quando arrivo là non c’è! Mi intrattiene una pazza fulminata che mi racconta cosa dovrei fare e alla fine fa la sua confessione che potrebbe essere riassunta più o meno così: “devi sostituire me perché mi sono rotta i coglioni di stare qua dentro e non intendo starci un giorno in più”.

 

Alla fine batto tutti  gli altri pretendenti e lo stage è mio: non sapevo che sarebbe stata una vittoria di cui vantarsi veramente poco.

 

Del primo giorno merita di essere ricordato questo:  lei che mi dice: “chiara (la sua collaboratrice fuggiasca) ha scelto te..ma in genere non si è mai distinta per un grande intuito… “ (grazie per la stima e l’incoraggiamento..)

 

Nei giorni successivi un incubo:  arrivavo puntuale alle 9 come un piccolo svizzero anche a costo di passare con il rosso e ammazzare qualche pedone. Appena varcavo la soglia del suo ufficio e le dicevo “buongiorno..” il suo sguardo si posava inesorabilmente sull’orologio di fronte al fine di verificare l’orario del mio arrivo. I primi giorni non disse nulla, il terzo (non resuscito secondo le scritture) ma disse.. “beh…almeno sei puntuale..”

Da quel momento in poi ho capito che nulla sarebbe stato come avevo immaginato e, haimè, avevo perfettamente ragione.

copertinaChi non ha visto e/o letto il diavolo veste prada? Beh,  LEI è la mia miranda priestley e io sono la sua Andy Sachs.

Ovviamente tra la mia realtà e quella del film ci sono molte analogie ma anche tante differenze.

 

Le analogie  sono tutte quelle negative: la totale subordinazione nei confronti del capo, l’assecondare le richieste più assurde e il più becero servilismo e l’impossibilità di ribellarsi a qualunque incombenza e ordine.

 

Le differenze invece….sono negative anche quelle! Si perché almeno lei lavora a runway, sta a new york, si occupa di moda e ha un budget pressoché illimitato per soddisfare i capricci della sua pazza datrice di lavoro.

Io sto nella periferia sperduta di roma , mi occupo di corsi truffaldini e devo risparmiare anche sul caffè.

 

Anche io vorrei essere sfruttato per una volta come nel film! A me non mi chiama mai per andarle a comprare 100 sciarpe di hermes; al massimo mi ingaggia per dei francobolli e non mi chiede il romanzo inedito di harry potter ma al massimo di stampare e far rilegare in 10 secondi venti copie delle dispense che dovrà dare a lezione.

 

E’ talmente tirchia che non ho nemmeno la luce sulla scrivania  (per non parlare dell’aria condizionata) e il pc devo dividerlo con lei (che per giunta non lo sa usare). L’altro giorno tutta fiera mi dice che mi ha finalmente trovato una calcolatrice per fare i conti (fino a quel momento ero andato avanti con il pallottoliere o con il cellulare) e mi tira fuori dalla borsetta l’euro-convertitore che hanno spedito a casa di tutti quando ci fu il passaggio alla nuova moneta. Avevo voglia di urlare: il mio dito prendeva contemporaneamente almeno un paio di cifre contemporaneamente e poi le batterie, che erano lì dal 2000, avevano iniziato (giustamente) a dare dei seri segni di cedimento.

 

In questi mesi  là dentro mi sono occupato di tutto: tranne di quello per cui ero entrato. Gli ho ordinato i centro-tavola per il battesimo del nipote, gli ho cercato una maglietta verde per una cerimonia, gli ho aggiustato il pc, gli ho pagato le bollette, comprato le medicine in farmacia, risposto a miliardi di mail (di cui il 90% le chiedevano dei soldi arretrati),  e gli ho fatto pure da dama di compagnia.
Si, perché lei a lavoro si annoia e così ogni tanto, mentre cerco di fare quello per cui sono entrato là dentro, mi coinvolge in argomentazioni strampalate e per cui non ho il minimo interesse.

L’altro giorno, mentre sfogliava pigramente il giornale mi ha detto “quello scemo di mio marito mi vuole portare a fare una crociera sul volga. Tu che ne pensi?”

Bella mia, te lo potessi dire quello che penso! Ti direi che ci devi assolutamente andare a fare questa crociera e che mentre sei lì io farò le bamboline vodoo e riti propiziatori affinché la nave abbia le stesse sorti del titanic.

 

Un giorno arrivo a lavoro (sempre puntuale come un soldatino) e trovo la sedia della mia scrivania occupata dal suo barboncino bianco!! Ma ci rendiamo conto con chi cazzo sto lavorando??? Con un pazza borghese snob che si porta il suo fuffy 13062008941a lavoro perché è la sua vita e non lo può lasciare da solo! (ero così sconvolto che ho dovuto testimoniare tutto con la foto qui accanto!)

Io non sapevo che fare: dovevo lavorare e quel cagnaccio maledetto era seduto su quella sedia neanche fosse il suo trono. Mi guardava con la stessa altezzosità della padrona e  per un attimo ho avuto il folle desiderio di strangolarlo con il collare di brillantini (proprio io che fuori da lì sono meglio di licia colò e di sveva sagramola).

 

Ogni giorno arrivo a “lavoro” con una rabbia accumulata che là metà basterebbe per fare di me serial killer: mi immagino protagonista di un raptus degno di “un giorno di ordinaria follia.

 

Mentre io cerco di assolvere i miei doveri, o almeno ci provo, LEI si legge libri assurdi, telefona ad amici e parenti e si va a fare le passeggiate.

Una volta voleva che cacciassi dalla scuola una studentessa che era indietro con i pagamenti mentre un altro giorno mi ha fatto addirittura sostituire un docente assente. Io l’ho guardata un po’ perplesso e lei mi ha detto con un tono che era tutto un programma “beh, sei laureato in comunicazione! non mi vorrai mica dire che non sei in grado di fare 3 ore di lezioni sul marketing?” Beh, cara mia, se la metti così non posso proprio dire di no e ho accettato la sfida a costo di raccontare agli studenti tutta la mia vita o le barzellette sui carabinieri.

 

Ultimamente poi abbiamo toccato il fondo: sono stato promosso!!! Si, una mattina  arrivo a scuola, e lei, con un sorriso che ti farebbe venir voglia di darle un cazzotto sui denti, mi dice “queste sono per te” e mi sventola sotto il naso le chiavi della scuola.

Beh, è stato l’inizio della fine! Perché ora, oltre ad essere contabile, occuparmi dei rapporti con gli studenti e con i pochi docenti, di prendere le presenze, rispondere alla posta e al telefono ed essere il suo segretario personale…devo pure fare il bidello/custode!

Apro io la scuola , così lei può pure starsene a casa. La mattina arrivo là, alzo le serrande, apro le finestre e accendo le luci anche se la mia voglia più grande è di cospargere tutto l’istituto con un la benzina e incendiarlo! Perché io lo so già,  il prossimo premio che mi riserva saranno lo straccio e la scopa sarà fare le pulizie!

 

Ovviamente non finisce qui. Questa era una premessa fondamentale per i post a puntate che seguiranno...

 

 


 

 

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 17:35 | link | commenti (30) | per la categoria
domenica, 07 settembre 2008
the day after...


"Se i froci si mobilitassero  e si infervorassero per la causa gay* come fanno per il concerto di Madonna oggi in Italia ci si potrebbe sposare e adottare dei bambini."

Disperso

Madonna_08_350_1

* partecipando a gaypride, manifestazioni, scoperi, petizioni, rivolte e comizi...


Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 11:00 | link | commenti (29) | per la categoria
martedì, 02 settembre 2008
Omicidio a Casa Disperso


Dopo l'indiscutibile successo editoriale del primo giallo di casa Disperso (Qui ) dove mia nonna mi chiedeva che fine avesse fatto la sua pistola  (mistero per altro ancora irrisolto); segue, a distanza di mesi, un altro thriller da brivido.

 Disperso torna nella sua residenza Romana dopo giorni d'assenza. L'afa lo attanaglia, il traffico della capitale lo ha già innervosito e la valigia pesa come una  enorme zavorra dietro di lui.

Prende le chiavi di casa (dopo averle cercate per 25 minuti...), gira due volte la chiave nella toppa e apre la porta. Con l'ultimo dito rimasto libero da borse, buste e beauty case accende una luce a caso.

Il suo sguardo si posa immediatamente su questo:

020920081058

...Sul marmo (quasi) bianco di casa Disperso campeggiano delle chiare tracce ematiche.

Inutile dire la paura che ho del sangue. Chi mi conosce lo sà. Potrei svenire solo al pensiero di una donazione e mi sento male solo a sentir parlare di globuli rossi e piastrine (anche su questo c'è un post...).

Il mio cuore ha un sussulto. Lo sapevo che prima o poi anche la mia famiglia sarebbe stata al centro di uno dei tantissimi gialli dell'estate. Quelli che monopolizzano l'agenda dei media..dove si scava nella vita delle persone...che riempono pagine di giornali, che fanno lavorare la vita in diretta e che costringono tutti a schierarsi: innocentisti o colpevolisti????
Prima di chiamare la polizia penso che sia il caso di darmi una pettinata e cambiarmi d'abito; se arrivano i giornalisti e mi trovano in quello stato sarei diventato immediatamente l'indiziato numero uno: sciatto e stravolto com'ero;  poi se devo apparire in voglio fare la mia porca figura.

Mi immagino già trascinato via da due bellissimi uomini delle forze dell'ordine che mi tengono sotto braccio: tra milioni di flash cerco di nascondere la faccia con la borsa. Ipotizzo che potrei gridare "sono innocente" oppure optare per entrare mestamente nella volante che mi porta al commissariato con tanto di sirene spiegate.

Poi mi fermo un istante... ma chi hanno ammazzato?

E' mia madre che ha ucciso la suocera? oppure è la mia nonnina che ha finalmente deciso di liberarsi di mia madre?
Oppure è stato mio padre che ha ucciso mio fratello? No No.. se c'è un assassino in famiglia è sicuramente mio fratello. Mica avrà ammazzato la moglie???? o ancor peggio..mica avraà ammazzato uno dei miei adorati nipotini???
Penso pure che  l'assassina possa essere  la mia micronipotina sofia che ha deciso di decapirare la mia gatta wilma.. Certo se così fosse l'audience del giallo estivo avrebbe un calo vertiginoso. Una gatta morta non fa notizia come un omicidio in famiglia.

Devo sapere la verità. Ho visto tante puntate della signora in giallo e di derrick e so come si fa. non devo toccare nulla ma posso osservare tutto.
La gatta mi arriva incontro dopo pochi istanti. quindi nessun omicidio felino...sono ancora in ballo per la prima pagina dei quotidiani!!!
Continuo a cercare il cadavere per la casa ma non c'è traccia. (penso che sia troppo banale averlo fatto a pezzi e buttato nel congelatore ma è comunque il caso di controllare..trovo solo della carne, del minestrone e dei panini..)

Il cadavere non c'è! come si procede? si cerca l'arma del delitto. A cogne non si è trovata a Garlasco nemmeno.. chissà qua.. penso a cluedo..è stato il maggiordomo..nella sala da pranzo..con il candeliere..

Il Candeliere!!!!!! uff..ma l'unico candeliere che abbiamo in casa è di cristallo, sinuoso e leggero leggero.. è come pretendere di uccidere qualcuno prendendolo a borsettate..o strangolandolo con il filo per cucire..

Ma uno sguardo più attento al candeliere che è sul pianforte decido di darla... in una delle tre braccia qualcosa non torna: manca una candela: una candela ROSSA!

..e da lì mi si scquarciò il velame...

improvvisai un semplice ragionamento in stile sillogistico (sballato):

Il sangue è rosso..
la cera è rossa.
il sangue è cera..

MA ANDATE TUTTI A CAGAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE..

La soluzione del giallo fu semplice: in una sera estiva andò via la luce a causa di un black.out nel quartiere. Mia madre per non brancorlare nel buio ha accesso una delle candele rosse del candelabro e non vedendo nulla, una buona porzione di cera è precitatata sul candido suolo.

Siamo tutti vivi. nessuna prima pagina.


Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 15:09 | link | commenti (30) | per la categoria
lunedì, 01 settembre 2008
Ricominciamo...

Tremate, tremate...

i Dispersi son tornati...

brontolo

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 10:23 | link | commenti (11) | per la categoria
lunedì, 11 agosto 2008
10 agosto..

Questa è la notte delle stelle cadenti...
ed è bello stare con il naso all'insù mentre si attende di vederle una ed esprimere il proprio desiderio prezioso.

Spesso mi sono trovato senza nulla da chiedere ma ancor più spesso mi sono ritrovato ad esprimere lo stesso desiderio..

E' bello vedere le stelle cadere..ma la propria stella polare,
quella che indica la direzione e che guida un battello che naviga di notte nel mare agitato,

non dovrebbe cadere, mai.

stelle_cadenti

Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 02:22 | link | commenti (13) | per la categoria
sabato, 02 agosto 2008
a te...

 Ho iniziato ad amarti ancor prima che scendessi da quel treno proveniente da Torino

 Era l’11 dicembre del 2003.

 La mia testa intimava al  cuore di non essersi sbagliato sul tuo conto.

 

La ragione si faceva ancora tante domande ma il mio cuore no, aveva iniziato a battere per te e non intendeva fermarsi.

 

Sono venuto a prenderti alla stazione. Fuori c’era un enorme albero di natale pieno di luci colorate e mi auguravo anche io, per una volta, di sentire dentro me la gioia e la felicità che dovrebbero portare le feste.

 

Indossavi un paio di jeans con delle righe di velluto ai lati, un giacchetto della lacoste bianco e ti trascinavi dietro una valigia con le ruote. Avevi i capelli lunghi e un’espressione un po’ tesa.

 

La mia macchina era parcheggiata a via manin, accanto alla stazione. Ero così emozionato che facevo fatica  a portare la macchina. Non riuscivo a parlare, a guardarti  e a guidare allo stesso tempo.

 

Abbiamo percorso i primi metri di via Cavour parlando di argomenti di circostanza, giusto per eliminare l’imbarazzo del silenzio. Poi siamo arrivati all’altezza di via degli annibaldi da cui si scorgeva uno spicchio di colosseo che brillava nella notte. Te lo feci vedere, mi hai sorriso, ci siamo guardati negli occhi e il mio cuore ha capito di aver avuto ragione.

 

Dopo i primi sguardi, i primi contatti. Mi ricordo ancora quando mi desti un piccolo bacio sulla  mano che mi ero ferito lavorando. Poi, a casa di una mia amica il primo bacio, e subito dopo la notte che ricorderò per sempre. Non riuscivo a prendere sonno, i tuoi baci non mi bastavano mai, e nel dormiveglia cercavo le tue labbra, e le trovavo sempre pronte a rispondere alle mie che protendevano verso di te.

 

Ho iniziato ad amarti non sapendo tutto di te ma i giorni, i mesi, gli anni a venire sono stati solo delle fantastiche conferme di quella scommessa. Continue riprove di quello che avevo sempre sperato. Che eri tu l’amore che avuto sognato, quello che avevo cercato e voluto, senza scendere a compromessi.

 

Non potevamo certo definirci simili ma ho sempre trovato in te quello che in me mancava.

Io ero un vero casino quando mi hai accolto nella tua vita: un po’ studiavo, un po’ recitavo, un po’ lavoravo e tanto sognavo. Ti ho fatto entrare in quel mio mondo e tu mi hai fatto entrare nel tuo.

 

Volevo farti partecipe di tutto quello che mi emozionava e che per me era importante. Ti ho fatto ascoltare la musica che amavo, ti ho portato a lezione di teatro con me, a vedere gli spettacoli che mi piacevano, a scoprire le bellezze della mia città, ti ho portato nella mia amata casa di montagna e ti ho fatto conoscere a tutte le persone che ruotavano intorno al mio mondo.

 

Dopo poche settimane che stavamo insieme ti ho portato a casa mia. Senza dubbi e senza esitazioni. Il mio cuore aveva convinto anche la mente che eri tu la persona che volevo accanto e tutti ti avrebbero dovuto conoscere. Il mio amore entusiasta e il suo sorriso disarmante mi diedero la forza di fare tutto.

 

A mia madre non ho mia chiesto che impressione le facesti. Se gli piacesti subito oppure no: non fu necessario. Lo lessi nei suoi sguardi, nel vostro passeggiare insieme quando io ero a lavoro e nelle attenzioni che ti riservava. Quando ti preparava con cura maniacale  il panino da mangiare per il tuo lungo viaggio in treno;  ero felice e fiero: fiero di te che eri riuscito a farti amare anche da mia madre, fiero della mia mammina che aveva colto il tuo valore e la profondità del nostro rapporto e fiero anche di me che nella mia vita, fatta di sbagli e abbagli, avevo trovato un ragazzo come te.

 

Ero convito che tutti ti vedessero perfetto ma ero sicuro che nessuno ti apprezzava come me. Perché con me eri diverso. A un primo sguardo potevi sembrare un po’ serio e un po’ “ingegnere”…ma io sapevo come eri con me. Nessuno mi ha fatto ridere come hai fatto tu. Ti prestavi a tutti i miei giochi idioti. Quando ti chiedevo di cantarmi qualche canzone scema, di ballarmi qualche brano demenziale o di recitarmi qualcosa. Ti riprendevo con la telecamera mentre facevi il buffone per me, ed io ero semplicemente felice.

 

Anche grazie al tuo supporto e al tuo incoraggiamento ho fatto più della metà degli esami che mi mancavo per la laurea ed eri sempre accanto a me il giorno che ho discusso la teso: era il 13 luglio del 2007.

Avevi un pantalone bianco, una eccentrica cravatta e una camicia lilla. Eri più bello di me. Ciò che più mi rendeva felice era il fatto che la MIA laurea fosse un giorno importante anche per te. Ho diviso con te la preparazione della tesi, la tensione delle ore precedenti e ho trovato conforto e coraggio tra le tue braccia la notte che precedeva la discussione

 

I miei sogni, le mie speranze e i miei desideri si sono intrecciati ai tuoi fino a diventare una trama in districabile. Sogni semplici ma tremendamente profondi. Volevo vivere con te, immaginavo la nostra casa e  il nostro tempo libero. Ti chiedevo se mi avresti comprato un cane e se la nostra casa avrebbe avuto un terrazzo perché a me piacciono tanto le piante.

 

Ho assaporato molto spesso quello che sarebbe potuta essere la nostra vita insieme, quando venivo a trovarti a Torino. Tu ti svegliavi molto presto per andare a lavoro ed io, appena suonava la sveglia,  mi trascinavo, ancora barcollante per il sonno, in cucina, dove ti facevo il cappuccino. Te lo portavo a letto, ti baciavo e  cercavo di convincerti ad alzarti. Durante il giorno io stavo a casa a studiare, a leggere, oppure giravo per la tua città che piano piano diventava sempre più anche la mia.

Non mi perdevo più in quei rettangoli simmetrici. Ricordavo i negozi e pian piano non  mi sembrava più tutta uguale. Pensavo che un giorno avrei vissuto là.

 

Ti venivo a prendere a lavoro oppure ti aspettavo in casa. Sembravo un bambino impaziente. Quando sentivo il citofono mi sembravano infiniti i secondi che ci mettevi per salire in ascensore e aprire la porta. Ti aspettavo sempre sull’uscio per abbracciarti e stringerti a me. Spesso eri stanco per le tue giornate di lavoro ma sempre disposto ad accontentarmi nelle mie follie ed uscire di nuovo, questa volta insieme.

 

Adoravo cucinare per te. Ti ho conosciuto che campavi di cibo surgelato e del ragù di tua madre ma quando c’ero io mi divertivo a farti sempre qualcosa di buono e di strano.

Andare a fare la spesa con te era uno spasso. Io continuavo a infilare nel carrello migliaia di prodotti: tutto era indispensabile. Tu mi dicevi sempre che compravo troppa roba e controllavi di nascosto  la scadenza di tutto.

Ti costrinsi a mangiare cose che non volevi nemmeno assaggiare e mentivo sugli ingredienti usati. Non ci capivi nulla di cucina ma mi piaceva vederti vicino a me che curiosavi e commentavi. Era tutto un po’ troppo piccante per  te e sentivi puzza di formaggio ovunque, soprattutto nelle pietanze dove non c’era.

 

Poi, un giorno, da una settimana all’altra, hai smesso di amarmi. Certo, non lo hai detto così esplicitamente ma lo hai dimostrato nelle tue azione e nelle tua parole. Non smette di amare soltanto chi te lo dice ma anche chi smette di credere nelle tue parole e nelle tue promesse. I miei sogni, che per 4 anni erano stati il motore di ogni mia azione, erano diventati i deliri di una mente esuberante che vive nella fantasia e lontana anni luce dalla realtà.

Io non volevo realizzare quello che ti avevo sempre detto. Il mio era un puro sproloquio.

La distanza non era più un nostro problema ma era un mio problema. Ero io ad essere nato nel posto sbagliato ed ero stato io incapace di trovarmi un lavoro nella tua città.

 

Solo io posso sapere quando avrei voluto vivere con te. Come avrei voluto trovare un lavoro che mi permettesse di svegliarmi ed addormentarmi accanto al ragazzo che ho amato del primo momento che l’ho visto.

 

Cercavo in te un supporto nel momento più delicato della mia vita ma ho trovato solo dei muri.

Fortunatamente per te, non sai come sia frustrante fare un lavoro che non ti appaga. Un lavoro ai margini dell’umiliazione. Non sai cosa vuol dire avere una laurea che vale più o meno come un pezzo di carta straccia ma al tempo stesso aver sudato tanto per ottenerla.

 

Ho fatto mille sacrifici per conciliare lo studio con tutto il resto: con il lavoro e con la nostra voglia di stare insieme. Partivo di notte per ottimizzare il tempo per starti accanto e chiedevo dei turni assurdi per stare il più possibile con te.

 

Poi finalmente la laurea che porta con se tante belle speranze. Tutte svanite nel nulla. Domande cadute nel vuoto, selezioni infinite, colloqui senza risposta.

Il futuro era incerto ma c’eri tu. Mi bastava stringerti forte a me per veder scemare le mie paure: pensavo che in un modo o nell’altro ce l’avrei fatta, ce l’avremmo fatto. Con te accanto ogni timore era relativo e il futuro non poteva essere nero perché c’eri tu…e questo mi bastava.

 

Mi rimanevi solo tu…e solo io posso sapere come avevo bisogno di te, delle tue parole di conforto, dei tuoi incoraggiamenti e del suo supporto. Mi ero appeso a te come si affida a un cornicione un uomo che sta precipitando nel vuoto e tu, invece di tendermi la mano, come hai sempre hai fatto, mi hai calpestato le dita con i piedi condannandomi al baratro: a precipitare in un vuoto di cui non tocco mai il fondo.

 

Hai messo in dubbio il mio amore, la sincerità delle mie intenzioni e la fiducia che avevi in me. Di colpo ero un mostro: inattendibile, bugiardo e meschino.

In realtà io non ero cambiato di una virgola.

Hai detto parole che non avrei mai immaginato poter uscire dalle tue labbra.

Io ho sempre festeggiato i tuoi successi (anche quelli che ti allontanavano da me) mentre tu sei riuscito a godere dei miei fallimenti.

 

Come hai fatto a non capire che tutto quello che volevo realizzare serviva per concretizzare i nostri sogni?

 

Non so perché tu non sia mai riuscito a sentirti amato nel modo adeguato da parte mia. So solo che ti ho sempre amato nell’unico modo di cui sono capace: in modo assoluto e completo.  Non sono mai riuscito ad amarti in modo misurato, controllato, in quel modo che ti mette al sicuro da tali rovine.

Sono sempre stato quello inadeguato e sbagliato ma io, negli anni che siamo stati insieme, ho solo cercato di dimostrarti che per me valevi più di me stesso e non starei passando questi mesi terribili se non fosse così.

 

In piedi non è rimasto un solo sogno, un solo progetto che mi permette di svegliarmi la mattina con un fine, con uno scopo. Con te è caduto tutto come in un macabro domino. Mi aggiro tra le macerie ma ovunque io guardi ci sono fantasmi che non hanno nessuna intenzione di far parte del passato. Il tempo passa senza senso e il mio dolore rende tutto fermo.

La notte ti sogno e quando mi sveglio, rendendomi conto che non si tratta della realtà, inizio a piangere ma non c’è sollievo e non c’è fine a questo dolore.

 

L’unica persona con cui sapevo dividere la sofferenza eri tu e ora che sei tu la causa di questa agonia io non so farne partecipe nessuno. Lavoro più che posso e dispenso sorrisi falsi come maschere di carnevale.

Ho il terrore che qualcuno posso leggermi quello che ho realmente dentro. Vedrebbero un buco nero. Cerco di dissimulare o sminuire. A volte qualcuno mi domanda se ti penso ancora, come se potesse esistere un giorno in cui tu non mi attanagli la mente.

 

In 4 anni ho accumulato una quantità tale di ricordi che mi è impossibile non incappare in te.

Ho pianto davanti a una piadina, davanti a un piatto di grano o mentre mi spruzzavo il profumo che mi ricorda le vacanze nella tua casa in campagna.

Ho pianto sentendo le nostre canzoni, o quello che in un modo o nell’altro mi parlano di te.

Mi mancano le telefonate con tua madre, le pazzie e gli inviti a cena di tua nonna, le richieste assurde di tuo padre e mi mancano le sere con erika e Alessandro.

 

Quando sono in macchina penso ai nostri viaggi insieme. Tu portavi la macchina e la mia mano era sempre dietro al tuo collo ad accarezzarti i capelli o sulla tua gamba destra, anche per ore. Mi ricordo che cantavo ed ero contento.

 

Mi manca il tuo corpo avvinghiato al mio di notte: quando ti ostinavi ad abbracciarmi nonostante il copione rituale fosse un altro: ero io a dover abbracciare te; così ti giravo di lato e mi stringevo a te prendendoti i le mani in quel letto sempre troppo grande per noi due.

 

Penso alla mia estate senza progetti a confronto con le nostre insieme. Penso a praga, al nostro bellissimo viaggio in francia, alle nostre giornate a casa tua in campagna…alle colazioni su quel terrazzo che dava sull’infinito… ai pranzi improvvisati con quello che trovavamo nell’orto..alle cene sulla torretta..agli spettacoli di apricale…

 

Vorrei raccontarti come cresce la piccola sofia e quello che combina mia nonna la quale molto spesso, mi chiede che fine tu abbia fatto ed io devo solo scappare e nascondermi perché rischio di mettermi a piangere davanti una povera donna di 84 anni anch’essa pazza di te.

Ogni volta che fa quella maledetta pasta con la carne macinata mi dice “se ci fosse Lorenzo…” e io vorrei sprofondare, urlare o sparire… o semplicemente averti ancora accanto a me.

 

Ogni volta che vedo il mare penso a te…alla nostra stanza sugli scogli...alla  città in cui sei nato..

 

Anche mio padre si è reso conto della mia apatia, dei miei occhi sempre lucidi e della mia insofferenza e così è stato messo al corrente del legame che ci unica, nel caso in cui avesse avuto qualche dubbio nel corso di questi anni. Non sa come starmi vicino così molto spesso si limita a chiedermi se ho bisogno di qualcosa e mi lascia sulla scrivania qualche banconota come se potessi comprare qualcosa che riempisse il mio vuoto.

 

A volte mi sento in colpa anche nei confronti della gente che mi circonda. Cerco di nasconderlo nel migliore dei modi ma chi ti ha tenuto dentro il grembo ti conosce anche se stai zitto e dissimuli.  Lei lo capisce che soffro e vede che non sono in me. Ha provato spesso a prendere in mano l’argomento ma ogni volta le mie lacrime interrompono le nostre impossibili conversazioni su un tema che mi corrode il cuore e rischia di farmi impazzire.

L’altra sera io e mia madre siamo andati a cena in una pizzeria dove siamo andati insieme io e te. Gli ho detto che c’ero stato con te. Quello è stato lo spunto per ricordarti di nuovo. Mi ha raccontato di quanto è stata bene a Torino con noi, delle foto fatte insieme a superga, della mole, del palazzo reale…ho sperato fino all’ultimo che la luce tenue delle candele non gli facessero vedere i miei occhi lucidi. Ma non ci sono riuscito.

Sono così meschino che non riesco nemmeno ad augurarti di essere felice senza di me e di trovare qualcuno che riesca in quello in cui io ho miseramente fallito.  Non potrei mai sperare che tu possa trovare qualcuno che ti ami più di me perché questo qualcuno non può esistere.

 

L’altro giorno ho visto un film in cui il protagonista diceva che non si può covare per sempre un dolore dentro se stessi: prima o poi lo si deve confessare, condividere con qualcuno…

Scrivendolo qua… l’ho condiviso con tutti...anche se dubito che domani starò meglio.


Immagine
 

 


Scritto in un momento di pazzia da: disperso81 alle ore 21:29 | link | commenti (33) | per la categoria
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